MALUM

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Direzione coreografica Carla Marazzato 
In scena: Alessandro Affabris  Annapaola Passarini Arianna Villa Elisabetta Tiveron  Federica Chiuc Sara Lonardi Silvia Barbon Silvia Costantini  Silvia DaLio 

 
 MaluM in latino significa mela ma anche male. L’immagine dell’albero del bene e del male ha accompagnato tutto il lavoro. Il frutto del peccato, la brama di possedere, il bisogno di prevalere, di avere potere, ma anche la purezza, la scelta, il desiderio.  
Attrazione con e contro. Attrazione/repulsione di un corpo solo nello spazio, di più corpi nello spazio e di corpi con altri corpi. Quali sono le forze che ci muovono? Abbiamo cercato il tempo zero.

All’interno del tempo, che si accorcia e si allunga c’è sempre una forza di attrazione: anche nell’immobilità c’è un movimento interno, quasi impercettibile. Attrazione e repulsione sono parte della vita, elementi propri dell’essere in relazione con il tutto. Bene e male, amore e odio. Emozioni. Desiderio di avere spazio, di esistere, di mostrarsi, di amare e di essere amati, di stare vicini. Fame di conquista, con la seduzione o con 
la forza, paura di affrontare la lotta, rabbia, dolore.  
Che tipo di presenza ha il corpo del performer in una situazione in cui cambiano continuamente le attrazioni e le repulsioni? Come stare costantemente dentro e sopravvivere a queste forze contrastanti?  
MaluM è il gioco dei sentimenti umani, dove i partecipanti agiscono dentro ad una struttura con regole fisse. I performer cercano di stare in modo concreto e autentico in una situazione che continuamente si crea e si distrugge, in modo inaspettato e ogni volta nuovo, cercando dentro loro stessi la presenza adatta alla sfida. Chi vincerà?

Spazio VOLL Collettivo Jennifer Rosa (Vi) foto Luca Zamengo